IL TRAGICO DESTINO DI VANDA SERRA

Un caso ancora aperto
Vanda Serra è figlia del podestà di Aidomaggiore; la sua, una famiglia benestante, ma logorata per l’allontanamento da casa della madre Amalia, andata a vivere altrove portando con sé i figli più piccoli e lasciando il marito e la figlia Vanda nel paesello.
E’ il 7 gennaio del 1925; Vanda, quel pomeriggio, percorre la strada di casa. Alcuni l’hanno incontrata e salutata, ma lei, quello stesso giorno, scompare nel nulla, proprio in quel breve tragitto che la separa da un punto mai stabilito alla sua abitazione. Ha 12 anni, è una ragazza alta e bellissima. Il padre, quella sera d’inverno, vedendo che la figlia non fa ritorno a casa, allarmato la cerca, chiede in giro se qualcuno ha sue notizie.




Il processo si svolge ad Oristano e si conclude il 19 marzo del 1926 con la condanna a 30 anni di carcere per entrambi.
Di Vanda ci rimangono una foto e la lapide, che si trova al lato di quella della sua sorellina Tina, morta anche lei prematuramente. Di Peppa Rosa Zìuliu sappiamo qualcosa in più: dopo aver scontato parte della pena, fa rientro ad Aidomaggiore; la sua casa è confiscata e lei costretta a vivere fino alla fine dei suoi giorni in una stanzetta di fronte a quella che un tempo era stata casa sua. Da quella umida stanza ogni giorno guardava la sua dimora di un tempo senza poterci più entrare. Ma a lei non importa più nulla di ciò che ha perduto. Peppa Rosa da allora vive nella miseria più nera: dicono che portasse delle scarpe fatte con degli stracci e che non accettasse aiuto dai più compassionevoli. I bambini la temevano e la evitavano. Lei non salutava nessuno che incontrasse sulla sua strada, il capo sempre chino. Dicono che fosse cambiata radicalmente, e che addirittura provasse pena persino per un ratto morto. Per lei una tomba senza croce, forse nel cimitero di Sedilo, dove muore in uno squallido ospizio. Lei sì che aveva pagato, con la galera e l’espiazione a vita. Non sappiamo dove sia stata rinchiusa: nel carcere di Oristano, all’epoca dei fatti, non c’era ancora la sezione femminile, né sappiamo se il canonico Spanu sia mai stato detenuto. Dalle nostre ricerche non c’è traccia del suo ingresso in nessun carcere dell’oristanese, sappiamo solo che è morto nella sua dimora nel suo paese d’origine, Sindìa. Le indagini, da parte nostra, sono ancora aperte. Vi invitiamo ad aiutarci in qualunque maniera. Grazie.
Per Vanda…
Wanda Serra no est mai imentigada
Ca est sempre presente cuddu visu
Godende in su santu paradisu
In corte celeste incoronada.
Sos martirios e penas chi has sufertu
Lu godis in su ghelu cussu est certu.
Costantinu Cadone
La documentazione sul caso Vanda Serra è tratta dallo scritto del 1926: “Sa morte de Wanda Serra de Bidumaggiore”, di Costantinu Cadone.
Ringrazio gli utenti del Centro di Aggregazione Sociale di Aidomaggiore che mi hanno fornito gran parte delle informazioni riguardo al caso Vanda Serra.
- 24 dicembre 2011 – 22:53
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Elisa Monica Magario
Emily Volta
Foto: Diego Pittalis;
Percorsi di Sardegna.
